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Paura di amare?

Amare una persona, essere amati e sapersi fare amare, un sentimento straordinario, una emozione da capo giro, una condizione naturale che tutti possono provare. Eppure sembra semplice e banale, in realtà per alcune persone amare appare come un pericolo, un rischio, qualcosa di cui aver paura, una vera a propria fobia, la philofobia, la paura di amare.

La philofobia, la paura di amare, è una fobia specifica, caratterizzata da sintomi molto simili ad altri tipi di fobia, come:

  • Paura verso la situazione temuta, o le persone “temute”, verso le quali si sentono dei sentimenti che si vogliono tenere nascosti;
  • Risposta ansiosa, agitata o preoccupata verso lo “stimolo ansiogeno”;
  • Evitamento attivo della situazione temuta. Si evitano le situazioni sociali dove è possibile incontrare una persona “interessante”, che piace, evitando accuratamente di parlare con le persone verso le quali si nutre un interesse, o che manifestano un interesse per non aver paura di amare;
  • Se non è possibile evitare le situazioni temute, oppure non si è in grado di farlo, quest’ultime vengono vissute con difficoltà, ansia, paura e agitazione psico fisica.
  • Il disturbo può creare difficoltà nella vita quotidiana, nella vita sociale, lavorativa o in altre aree importanti;
  • La paura viene riconosciuta dalla persona stessa come irragionevole e eccessiva.

Molto spesso le persone con fobia specifica verso un determinato oggetto o situazione, presentano più di un tipo di fobia (75% dei casi per il DSM V).

La paura di amare può variare da soggetto a soggetto e da situazione a situazione, con manifestazioni e modi di gestirla differenti. Molti più che dell’innamoramento hanno paura della loro stessa reazione, che potrebbe fargli perdere il controllo. Il controllo ciò di cui su hanno bisogno in ogni momento e l’idea di perderlo riesce a farli entrare in uno stato di preoccupazione, ansia ed evitamento.

Oppure paura di condividere con gli altri i propri sentimenti, “mettersi a nudo” senza i formalismi e le etichette tipiche di altre situazioni dove i sentimenti sono lontani ed è lontana la paura di mostrarsi per quelli che si è veramente senza giacca e cravatta.

Si provi a ricordare l’immagine di un personaggio dei fumetti che dopo aver comprato una rosa da regalare alla persona che ama, e alla quale, forse non ha mai avuto il coraggio di comunicare tutto il suo amore, arrossisce e nasconde il fiore dietro la schiena?

Alcune volte siamo così, semplicemente. Spaventati da noi stessi, dai nostri sentimenti, dalle possibili reazioni dell’altro. E però, è nel fascino stesso del non conoscere la risposta la bellezza intrinseca della domanda.

E’ nell’istante della dichiarazione la bellezza del sentimento. E’ nel non aver paura di amare e di dire ciò che si prova l’innocenza di un amore sincero.

Ecco, quindi, che passato San Valentino, ogni giorno può essere il giorno giusto per provare a non avere paura di amare. Per riuscire a dichiarare, per la prima volta, il sentimento sincero. Per un sorriso di chi si ama. Per un sorriso che si merita. Per non aver paura di amare.

Gestire la philofobia

Se proprio non si riesce a concedersi la possibilità di amare ed essere amati, perchè troppo pericoloso, troppo spaventoso, o troppo bello, allora è il momento di fare qualcosa in più, qualcosa per interrompere questa condizione e ritrovare il benessere con se stessi e gli altri.

Qualcosa in più, può essere rappresentato dal chiedere aiuto ad un professionista, uno psicoterapeuta, che con dei colloqui in presenza oppure online, possa aiutare il philofobico a riconocere e conoscere il proprio problema, eventualmente a scoprirne le cause, per poter trovare le migliori strategie per affraontarlo.

Il trattamento di titpo cognitivo-comportamentale, parte dalla gestione dell’ansia e delle difficoltà che il sentimento o la situazione genera.

Una volta abbassata l’ansia e l’attivazione psicofisica, si può iniziare a lavorare per ridurre gli evitamenti che il philofobico mette in atto, ad esempio parlare con alcune persone dell’altro sesso, o situazioni sociali “scomode”.

Abbassare l’attivazione psicofisica e ridurre gli evitamenti, produce una situazione di benessere che lascia maggiore libertà di affrontare la situazione temuta, e concede la possibilità di sentirsi liberi di amare e farsi amare senza paura.

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