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Nuovamente attentati terroristici. Nuovamente vittime innocenti.

Nuovamente attentati terroristici. Nuovamente vittime innocenti. Nuovamente il tentativo di gettare tutti noi nella paura di ciò che potrebbe accadere nella quotidianità.

I proditori attentati terroristici che hanno insanguinato i giorni precedenti il Natale a Berlino, la notte di Capodanno ad Istanbul ed ancora il 22 marzo a Londra, sono un nuovo, terribile tentativo di far cadere nella paura e nel terrore. Il tentativo, filo conduttore dei terroristi, di condizionare le nostre giornate e le nostre azioni. Semanticamente, infatti, è proprio il termine terrorismo a spiegare quale sia il fine e il metodo utilizzato da chi vi faccia ricorso.

Terrorizzare chiunque. Porlo in una situazione di insicurezza percepita in funzione della quale finirà, lentamente ma inesorabilmente, con il modificare la propria vita, le proprie abitudini, la qualità stessa dei propri giorni.

Gli attentati terroristici colpiscono nel mucchio. Senza logica apparente, se non quella di provocare la maggiore destabilizzazione possibile. Il terrorismo vuole scardinare le basi della nostra sicurezza quotidiana, farci sentire indifesi, deboli, esposti alla minaccia, incapaci di prevenire e di riuscire a trovare un rimedio che ci faccia stare tranquilli.

Il terrorismo combatte la normalità, la vita quotidiana, la civiltà occidentale, cercando di trasformarla in paura e in anormalità. Il terrorismo è un tentativo di costringerci a non vivere. A non essere noi stessi e a rifugiarci nella nostra stessa paura. Si finisce di vivere e si inizia a sopravvivere. Il risultato atteso è quello di distruggere le certezze e creare in questa maniera una situazione di paura e di incertezza assoluta

Farci avere paura. E’ questo obiettivo degli attentati terroristici, sparando all’impazzata, colpendo vittime innocenti.

La risposta, l’unica e la migliore, è non avere paura! La strategia è: resilienza.

Capacità di affrontare la situazione e di imparare a convivere con la paura. Oggettività della situazione e capacità di razionalizzare. Capacità di non cadere vittime del gioco perverso di coloro che hanno come unico scopo quello di impedirci di vivere con normalità e di renderci schiavi della paura. Addirittura della paura stessa della nostra quotidianità. Di uscire di casa. Di andare a scuola o al lavoro. Di viaggiare, di passeggiare nel centro della città. Di visitare un museo, un edificio istituzionale o una Chiesa. Di divertirci nei momenti liberi. Financo di rilassarci.

Resilienza come risposta. Resilienza come capacità di reagire. Resilienza per dire: io non ho paura!

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