home paura Il messaggio del Papa in una Piazza vuota, surreale!

Il messaggio del Papa in una Piazza vuota, surreale!

Siamo rimasti in silenzio. Senza parole!

L’immagine del Papa che parla in una piazza San Pietro vuota, ha rappresentato il momento emblematico  di questa emergenza, che giorno dopo giorno assume sempre più i connotati di una tragedia, che sta devastando le nostre vite.

Per anni, per motivi di studio, ho attraversato Piazza San Pietro, pullulante di persone, di pellegrini, del popolo di Dio, che da ogni parte del mondo vi si ritrova, per devozione, fede o semplicemente per curiosità storico – culturale.

Ogni volta, il colonnato del Bernini sembrava abbracciare le persone e, le domeniche e i giorni in cui il Santo Padre officiava liturgie particolari,  attraverso i mega-schermi che venivano installati, sembrava abbracciare il mondo intero, fatto di persone emozionate, felici e speranzose.

Piazza San Pietro, fino al mese scorso,  pullulava ad ogni ora di vita, di voci e di emozioni.

Improvvisamente, un Venerdì di Quaresima, in quella stessa Piazza, sul far della sera, nel silenzio innaturale di una Roma deserta, sotto una pioggia fitta e anch’essa silenziosa, ci è apparso un uomo, da solo, vestito di Bianco.

Papa Francesco si è caricato sulle spalle di uomo e di anziano, la Croce delle nostre paure e della nostra solitudine, mai amplificata come in quella Piazza vuota, che nella sua vastità ci è parsa immensa, con il solo segnale della mondovisione a portare la Sua parola in ogni casa e in ogni angolo del Globo,

Un’immagine tanto diversa da quella a cui mi avevano abituato le  domeniche trascorse alla scuola di Psicoterapia in via della Conciliazione, quando dalle finestre, della scuola si vedeva la strada pullulante di  persone in festa, tutte dirette a gremire la Piazza, per ascoltare l’Angelus, talvolta fastidiose per chi deve, invece, studiare, apprendere e impegnarsi.

Venerdì sera ad ascoltare la Preghiera del Papa eravamo in centinaia di milioni ma la Piazza è rimasta vuota.

Eppure, nella tristezza infinita della Piazza vuota,  con la pioggia a sottolineare un’atmosfera surreale, il Papa che parla al mondo da solo, da lontano riesce a dare e a trasmettere quel messaggio di speranza e di fede così importante in questo momento.

Un messaggio probabilmente atteso, certamente ascoltato da credenti e non. Un messaggio di speranza, che riesce a portare a tante persone nel mondo quelle parole di Fede e di conforto, così necessarie in questo particolarissimo momento.

Oggi tutto ci appare surreale, non sappiamo cosa ci accadrà, quando ricomincerà la nostra vita così come la conoscevamo fino a ieri; abbiamo perso tutte le nostre certezze, siamo diventati tutti vulnerabili, e abbiamo bisogno del conforto della Fede.

Papa Francesco, a volte apparso sofferente e provato, ci ha veicolato un messaggio di Speranza, anche attraverso la lettura di un passo evangelico che, nel descrivere la paura degli Apostoli, descrive la nostra. E ci ricorda la condizione  fragile dell’uomo.

Eravamo convinti di essere onnipotenti e ora abbiamo paura. Nel nostro avere paura ci rivolgiamo a Colui che sentiamo possa aiutarci e accompagnarci alla Luce attraverso il buio di una notte carica di incognite. Siamo tutti sulla stessa barca, come i Discepoli della Lettura. E solamente remando tutti insieme riusciremo a tornare  a riva.

Il messaggio di Papa Francesco, affidato al Crocefisso e alla Madonna, Madre di tutti gli uomini, è una  mano rivolta al nostro Dio, speranza viva in un momento in cui la scienza e la tecnologia sembrano vacillare e non riuscire a fornire risposte certe.

Sotto la pioggia di una serata romana silenziosa e vuota, in una Piazza San Pietro immensa e protesa ad abbracciare la Città ed il Mondo, un Uomo, vestito di Bianco e appoggiato alla Croce che sconfisse la peste, ha rivolto a Dio la preghiera di tutti e, nell’Adorazione del SS. Sacramento, ha portato qualche momento di consolazione, che riesce a fornire lo slancio vitale per poter continuare a lottare contro questo male invisibile e terrificante che si chiama Covid-19.

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*