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L’omicidio stradale ed il rispetto delle regole

Si è recentemente tenuto ad Udine un Convegno sul tema dell’omicidio stradale. Una nuova norma introdotta lo scorso marzo da una legge che prevede, ora, pene molto più severe per coloro che, violando norme del codice della strada, prime tra tutte il divieto di guidare in stato di ebbrezza alcoolica oppure avendo assunto sostanze stupefacenti, causano incidenti stradali mortali. La norma, con una sanzione meno grave, si applica anche a coloro che, nelle medesime circostanze, causano incidenti con feriti gravi o gravissimi.

Durante i lavori è emerso anche un punto molto importante che riguarda, però, la paura di causare un incidente stradale e, dopo l’entrata in vigore della nuova legge, di dover subìre le gravi conseguenze di tale circostanza.

Una paura che va superata immediatamente, nella consapevolezza che sì, gli incidenti stradali possono essere qualcosa che può accaderci, ma non è detto che il loro esito sia disastroso per noi e per la controparte. Urtare un veicolo mentre si fa manovra, rompere uno specchietto durante un parcheggio, tamponare chi ci precede nella fisarmonica del traffico può essere un inconveniente e un piccolo tributo da pagare alla mobilità quotidiana.

Diverso è il discorso se l’incidente che possiamo provocare è determinato dal mancato rispetto delle più importanti norme di circolazione, dal superamento dei limiti di velocità, dall’aver assunto alcol o droghe prima di metterci alla guida, dall’essere passati ad alta velocità con il semaforo rosso. Sono proprio questi i casi in cui la norma impone una sanzione molto grave e il conto da pagare, non solo al carrozziere, diventa molto salato.

Ciò significa, quindi, che dobbiamo metterci alla guida con la consapevolezza che se rispettiamo le norme, se ci comportiamo con la prudenza propria del buon padre di famiglia, non abbiamo nulla da temere. L’omicidio stradale non è lo spauracchio che ci fa temere di prendere in mano il volante. Non è il freno che ci fa guardare la macchina come uno strumento di tortura.

E’ una norma che vuole meglio tutelare l’utente della strada corretto e sanzionare più severamente il pirata della strada.

Non dobbiamo avere paura della sua esistenza. E della sua possibile applicazione. Dobbiamo invece confrontarci quotidianamente con la nostra capacità di rispettare le regole della circolazione stradale e di essere costantemente prudenti alla guida. Affrontando con serenità il nostro rapporto con il traffico e con i semafori. Con le code e con i parcheggi.

Nella consapevolezza che anche gli altri rispettano le norme. Confidando in un prossimo che, automobilista come noi, anch’egli non infrange le regole e si conforma alla civiltà del comune vivere insieme in uno spazio ristretto. Fiducia in noi stessi e fiducia negli altri. Consci del fatto che, comunque, l’imprevisto ed il pericolo posso essere sempre dietro l’angolo, ma non per questo sono dolosamente voluti o ricercati e pericolosamente irrisolvibili o senza soluzione.

Perché mettersi alla guida continui ad essere un piacere quotidiano. Un momento necessario ma voluto. Un esercizio di autostima e di fiducia. Un esercizio quotidiano per vivere con consapevolezza.

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