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LA PSICOLOGIA DEL TUMORE AL SENO

Parlare degli aspetti psicologi del tumore al seno è sicuramente complesso, le reazioni possono essere tante e diverse in base ad una serie di fattori che mutano e si modificano nell’arco del tempo, dalla diagnosi alla guarigione.

La scoperta di un tumore è un’esperienza devastante, sia per le donne che per gli uomini. Una notizia capace di generare una serie infinita di paure, di pensieri negativi, di ansie e di difficoltà improvvise.  Di punto in bianco si ci scopre fragili e indifesi, si ha paura di morire, si ha paura di dover affrontare un lungo percorso di terapie e di sofferenze. In altre parole, ci si sente vulnerabili.

Si può, quindi, ben comprendere come ogni donna possa reagire in maniera differente alla notizia di un tumore al seno. Ciò che è importante sapere è che la maggior parte delle reazioni sono normali, laddove la mente risponde e reagisce in modi differente ad un evento inaspettato, percepito come terrificante.

In particolare, la diagnosi di tumore al seno ha generalmente un immediato impatto negativo, che può influenzare gli aspetti fisici, psicologici e sociali della vita quotidiana. La diagnosi di tumore, infatti, interferisce con i piani di vita e porta alla percezione del cancro come malattia altamente distruttiva e perniciosa (Melina Miaja, Alejandra Platas, Bertha Alejandra Martinez-Cannon, 2017).

Ciascuna donna affronta la malattia in maniera diversa, in base alla propria capacità di gestire lo stress e le problematiche della vita, alla personalità, all’età, alla possibilità di ricevere supporto da persone care, come anche alle condizioni di vita, di salute e familiari.

Generalmente, all’atto della diagnosi, la donna è sopraffatta da una serie di emozioni negative così forti da impedirle di comprendere realmente quello che sta ascoltando e di razionalizzare il significato di ciò che le viene detto.

Molte pazienti riferiscono di essersi sentite come in una bolla e di non riuscire a comprendere ciò che il medico stesse dicendo. Molto spesso durante la visita, dal momento della diagnosi in poi,  non riescono più a comunicare in alcuna maniera e a porre al medico tutte le domande di cui hanno bisogno di conoscere la risposta.

La prima reazione successiva è quella di incredulità. Si pensa che “forse il medico ha sbagliato diagnosi” che  “forse le indagini sono sbagliate”.

In questo frangente si pone in essere un normale meccanismo di (auto)difesa, la negazione, che erige una barriera tra la realtà e la mente, così da proteggere in un momento così difficile la psiche.

Successivamente il percorso razionale prosegue e, inesorabilmente, la donna inizia a fare i conti con la propria malattia e con la consapevolezza della nuova, particolare condizione. Inizia a porre al medico le domande di cui sente il bisogno di conoscere le risposte. Inizia a gestire la malattia.

Ecco, quindi, che le emozioni provate diventano forti, intense, talvolta devastanti, passando da sentimenti d’incredulità e di smarrimento, all’impotenza, alla perdita del controllo, alla tristezza, fino all’ansia, alla rabbia, alla solitudine e all’ isolamento, all’incertezza per il presente e per il futuro, con una frequente angosciante sensazione  di morte imminente.

Ancora una volta, è molto importante ricordare che tutte queste risposte sono normali. Sono risposte normali ad eventi traumatici.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, come, sebbene le nuove terapie per il tumore al seno consentano oggi, nella maggior parte dei casi, una prognosi a lungo termine positiva, la paura di morire possa pervadere la mente e sia sempre foriera di pensieri negativi e preoccupazioni pesantissime.

In genere, una volta preso atto della condizione di malattia, le donne hanno preoccupazioni specifiche che riguardano la carriera professionale, i ruoli familiari, la gestione dei figli o la possibilità di averne, i cambiamenti dell’immagine corporea, il possibile cambiamento della relazione con il partner. Ulteriori paure ricorrenti nelle pazienti sono la perdita della routine quotidiana, il possibile presentarsi problemi sessuali e l’insoddisfazione per un’immagine corporea che potrebbe mutare a causa del tumore. Tutti questi possono essere fattori importanti, in grado di influenzare negativamente la qualità della vita delle donne.

Talvolta il tumore al seno può avere un affetto così negativo da generare in particolare per le donne più giovani (Champion et al., 2014) sintomi di depressione e ansia, maggiore affaticamento e paura, riduzione o cambiamenti della vita sociale e relazionale, come anche un abbattimento della soddisfazione coniugale.

Col passare dei giorni dal momento della ricezione della notizia di essere malata, in linea di massina la donna, iniziando a convivere con le paure e le angosce, inizia a reagire e comincia a trovare la forza per affrontare questo difficile percorso, talvolta anche riscoprendo capacità e perseveranza inaspettate, nonostante la terapia possa essere lunga e dolorosa.

L’istinto di sopravvivenza ha la meglio sulla paura di morire. Da questo momento inizia la lotta, con forza e tenacia inaspettata.

Tutto questo, però, non è semplice e non è scontato. Ogni paziente ha bisogno di essere supportata nei momenti di difficoltà, di essere incoraggiata ad andare avanti, di non essere lasciata sola negli attimi di solitudine.

Nella maggior parte dei casi, quindi, è molto importante non aver paura di affidarsi ad uno psicologo e richiederne il supporto. Un terapeuta, infatti, sarà in grado di aiutare ciascuna donna a gestire i momenti di difficoltà e ad elaborare il trauma della consapevolezza di essere malata di tumore al seno e a trovare strategie efficaci per affrontare le terapie e la propria vita.

 

Bibliografia

Campbell-Enns H.J., Woodgate R.L.(2015)  The psychosocial experiences of women with breast cancer across the lifespan: A systematic review. JBI Database System Rev Implement Rep.

Champion V.L., Wagner L.I., Monahan P.O., Daggy J., Smith L., Cohee A., et al. (2014) Comparison of younger and older breast cancer survivors and age-matched controls on specific and overall qual- ity of life domains. Cancer.

Fernandes-Taylor S., Adesoye T., Bloom J.R.(2015)  Managing psychoso- cial issues faced by young women with breast cancer at the time of diagnosis and during active treatment. Curr Opin Support Palliat Care.

Miaja M., Platas A., Martinez-Cannon B.A.,(2017)  Psychological Impact of Alterations in Sexuality, Fertility, and Body Image in Young Breast Cancer Patients and Their Partners

World Health Organization WHO (2014) . Breast Cancer. Estimated Incidence, Mortality and Prevalence Worldwide in 2012;  p. 22-4. Available from: http://www.globocan.iarc.fr/Pages/ fact_sheets_cancer.aspx.

 

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