home Atti terroristici, Resilienza, Varie La forza di rispondere!!

La forza di rispondere!!

Fondamentale importanza, dopo qualsiasi tipologia di attacco subìto, ricopre la capacità di immediata risposta, sia in termini fisici che psicologici.

Una risposta che deve essere in grado di consentire nell’immediatezza e nei momenti successivi di riattivare tutte le funzioni, personali e del vivere comune, che l’attacco stesso ha inteso indebolire e mettere in discussione.

Al di là del risultato immediato inteso nel senso del danno apportato, dell’incidenza sulla funzionalità sociale, sul livello di paura e di terrore provocato, occorre soffermarsi su come ciò che ci ha colpito stia riuscendo a condizionare la stessa risposta al vulnus sopportato.

Non stiamo ancora affrontando la problematica della resilienza vera e propria, ovvero della capacità di “rialzarsi” e di mettere a regime l’opportunità di trarre positività dal negativo subìto, quanto piuttosto analizzando il come, quando e perché si debba rispondere con efficienza ed efficacia al primo impatto e allo stordimento iniziale.

Non sono molti gli elementi da tenere a mente per cercare di non far calare completamente il buio sulle nostra capacità di immediata reazione ed è possibile seguire alcune semplici ed elementari regole che ci consentiranno di non finire completamente devastati dall’occorso.

  • Qualsiasi cosa sia successa, con qualunque effetto, anche il più devastante, bisogna prendere immediata consapevolezza che ci siamo ancora. E l’interpretazione dell’essere può spaziare dal fisico allo psicologico all’ideologico.
  • Bisogna prendere immediata consapevolezza che soffermarsi ad analizzare la gravità del danno subìto porta, inesorabilmente, a ritardare sino addirittura ad inficiarla, la capacità di reazione e ripristino della normalità.
  • Non bisogna perdersi nello smarrimento del momento.
  • Bisogna cercare di razionalizzare la situazione e tentare di porsi immediati obiettivi, nel brevissimo periodo, al fine di non consentire allo smarrimento di avere il sopravvento.
  • Si deve essere in grado di riorganizzarsi e di far comprendere all’avversario, chiunque possa essere, che il colpo subìto non è stato in grado di farci vacillare.
  • Più immediata è la risposta nel senso sopra descritto, maggiore sarà la sensazione di non essere riuscito a colpirci efficacemente che si instillerà nell’avversario.
  • Prima si reagisce, prima si riesce a ricominciare ad attivare la normalità

Anche in questo caso pochi consigli che possono portarci a meglio affrontare minacce e attacchi possibili, così da poter effettivamente affermare di “non aver paura”.

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