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Terrorismo a Manchester, di nuovo paura e tensione

Ancora terrorismo. Di nuovo un attentato terroristico. Vile. Proditorio. Capace di colpire a tradimento ragazzi giovanissimi ed innocenti che avevano appena finito di assistere ad un concerto di musica leggera.

In grado di far piombare nuovamente l’Europa nella paura, nello sconforto e nell’insicurezza. In grado, per un solo momento, di ottenere il risultato che i terroristi inseguono con ferocia inaudita e con armi a volte improvvisate. In grado di spaventarci. Di farci sentire insicuri e vulnerabili. Di mettere in discussione la libertà che la democrazia quotidianamente ci assicura.

L’obiettivo di chi colpisce così barbaramente è proprio questo. Che vi siano o meno ideologie da sbandierare, guerre sante da combattere o nemici religiosi da sconfiggere, il fine resta comunque uno solo. Impaurire. Destabilizzare. Mettere in discussione le certezze della nostra quotidianità.

Può anche capitare, quindi, che per un momento la resilienza lasci spazio allo sconforto. Che lo sgomento diventi temporaneo compagno di una paura che potrebbe rischiare di terrorizzarci. Che la risposta all’ennesimo perché tardi ad arrivare o si nasconda dietro alla muta rassegnazione che immagini dolorose irradiano sui canali all-news.

Stavolta non serve dire semplicemente che la risposta risiede nel non farsi spaventare. Nel non consentire ai terroristi di piegarci al loro gioco. Stavolta è preferibile ricordare a noi stessi e a tutti che la capacità di reagire consiste nel riuscire a superare il momento, nell’essere consapevoli che, come le creature degli inferi, anche coloro che portano morte improvvisa, incomprensibile e terroristica, “non prevalebunt”.

Perché la quotidianità della nostra democrazia non può essere messa in discussione dai reiterati tentativi di spaventarci e renderci più deboli posti in essere da persone senza scrupoli, che fanno di un’ideologia l’arma per seminare panico e morte. Perché la fratellanza universale non può essere oscurata dagli atti di singoli che non rappresentano se son sé stessi. Perché ogni giorno ci chiede di essere vissuto nella consapevolezza che il terrorismo non riuscirà a cambiarci e a cambiare le nostre abitudini.

Fermiamoci a riflettere, anche a piangere. E, poi, raccogliamo nuovamente le forze per superare il difficile momento ed affrontare con serenità il domani. Ancora una volta resilienti. Ancora di più. Perché l’odio non potrà mai fermare il mondo.

 

Immagine tratta da The Sun

Brit-born Manchester bomber Salman Abedi, 22, is pictured for the first time – as Theresa May raises terror threat to ‘critical’

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